Il filo interdentale? Il tuo miglior alleato

In ogni casa siamo sicuri di trovare almeno uno spazzolino e un dentifricio, a volte anche del collutorio, mamolto più raramente il filo interdentale. D’altronde, quest’ultimo è anche il più trascurato degli oggetti, nonostante la sua importanza per poter garantire una buona igiene del cavo orale. Il filo, infatti, riesce a rimuovere gli accumuli di cibo e placca anche dove lo spazzolino non riesce a penetrare.

 

Cos’è e a cosa serve il filo interdentale

Il filo interdentale ha una storia lunga duecento anni. Era il 1819 quando un dentista di New Orleans, Levi Spear Parmly, iniziò a raccomandare ai suoi pazienti di passare un filo di seta cerata tra gli interstizi dei denti «per smuovere quella materia irritante che nessuno spazzolino può rimuovere e che è la vera fonte di malattie».

Oggi, il filo interdentale è un indispensabile aiuto per la pulizia dei denti, grazie alla sua capacità di rimuovere i residui di cibo e la placca dove lo spazzolino non arriva. Se non viene utilizzato, infatti, è più facile che la placca possa ristagnare negli interstizi interdentali e trasformarsi in tartaro (per la cui rimozione è necessaria una pulizia professionale) o favorire carie e infezioni al dente o al parodonto, oltre che alito cattivo, gengiviti e sanguinamento.

 

Filo interdentale cerato o non cerato?

È una scelta importante per garantire un’adeguata igiene dentale. Ne esistono diverse tipologie, da quelle aromatizzate al mentolo a quelle imbevute di fluoro. La differenza più importante da comprendere è però quella tra filo cerato e non cerato.

Il filo interdentale cerato è rivestito di una patina sottile di cera: in questo modo le fibre che lo compongono sono più resistenti ed è più difficile che il filo possa rompersi. Il filo interdentale non cerato è invece sprovvisto di questa copertura ed è più indicato per gli spazi più ristretti, dove le fibre che si sfilacciano possono offrire una superficie più ampia per rimuovere i residui.

Esistono, però, diverse alternative al normale filo interdentale. Per esempio il filo interdentale a fiocchi è indicato per chi indossa una protesi o un apparecchio ortodontico, mentre la cosiddetta forcella tendifilo a Y è uno strumento che permette di raggiungere più facilmente i denti posteriori, ed è particolarmente indicata per pazienti con capacità manuali limitate.

La stessa funzione del filo interdentale può essere svolta anche tramite uno scovolino (spazzolino molto sottile con una testina conica) o uno stimolatore gengivale (stimolatore dalla testina di gomma che stimola la circolazione sanguigna per coloro che soffrono di recessione gengivale).

 

Come si passa il filo interdentale?

Insomma: il filo interdentale è uno strumento importantissimo per la cura della bocca, che però molti continuano a trascurare per pigrizia, ma non bisogna tralasciare il fatto che molte persone non lo sanno utilizzare correttamente: se lo si usa in modo inappropriato o maldestro si rischia di causare il sanguinamento delle gengive.

Come passare il filo interdentale correttamente? Innanzitutto bisogna staccare un pezzo di filo di circa 35-40 cm, arrotolandolo intorno al dito medio di entrambe le mani in modo di avere una porzione di filo di circa 5-6 cm tra le due dita. Fatto questo si può iniziare a passare il filo tra due denti, tenendolo teso con gli indici e “abbracciando” il dente. Quando il filo è sporco si può passare a un’altra porzione srotolandolo da uno dei due medi e arrotolandolo intorno all’altro.

Il filo interdentale deve essere passato su tutte le pareti dentali: non è quindi sufficiente inserirlo tra due denti, ma è necessario pulire singolarmente le pareti di entrambi i denti adiacenti. Inoltre, molti dimenticano di passarlo nella zona al di sotto del margine gengivale, ovvero nello spazio tra dente e gengiva.

Quanto spesso bisogna utilizzare il filo interdentale? 
Idealmente, il filo andrebbe utilizzato quotidianamente. Una buona abitudine da prendere, ma attenzione: non deve andare a discapito di una corretta igiene dentale con spazzolino e dentifricio. Senza di quella, anche il filo diventa uno strumento inutile.

 
Cosa vuol dire se i denti sanguinano dopo aver usato il filo interdentale?

Il sanguinamento dopo l’utilizzo del filo dentale è indice di infiammazione delle gengive, oppure può indicarne un utilizzo errato. In entrambi i casi è necessaria una seduta di igiene orale ed istruzioni da parte dell’igienista dentale per utilizzare al meglio il filo interdentale e non essere troppo traumatico nei confronti delle gengive.